Euro IA 2007

posted on 23 Maggio 2007 in Eventi ed appuntamenti

Siamo alla terza edizione. Bruxelles, Berlino e quest’anno Barcellona.
A settembre sono chiamati a raccolta tutti quelli che direttamente o indirettamente si occupano di architettura dell’informazione e di gestione della conoscenza per renderla accessibile e fruibile.
Non solo professionisti, ma anche studenti e appassionati, è questo il punto di forza della conferenza e si spera continui ad esserlo.
Per quanto riguarda il panorama italiano, nelle passate edizioni abbiamo avuto dei casi studio e delle esperienze di grande interesse:
nel 2005 Simone Fuchs e Luca Rosati con “The Italian and the English Model of Information Retrieval in the Governmental Websites
nel 2006 Emanuele Quintarelli, Andrea Resmini e Luca Rosati con “FaceTag“, un modello di classificazione che integra faccette e tag
sempre nel 2006 il poster di Maria Elisabetta Lai and David Manfrin, CSI-Piemonte “Classifying for the citizens. A faceted search engine for the local government of Piedmont Region“, un motore di ricerca a faccette per la pubblica amministrazione.
Per tutti gli altri casi studio (”IA Education in Europe“, “A Place for IA Deliverables“) si può fare riferimento ai siti delle passate edizioni Euro IA 2005 ed Euro IA 2006.

“Translating the Information Architecture”

Il tema di quest’anno è la traduzione dei principi dell’IA in modo tale che essi possano essere recepiti e applicati negli ambiti più diversi.
Sempre di più infatti è necessario fare in modo che l’architettura informativa accompagni gli utenti in un’esperienza che attraversa i supporti e le tecnologie utilizzate per cercare l’informazione e fruirne.

Il nostro primo Barcamp

posted on 21 Gennaio 2007 in Le nostre cose, Eventi ed appuntamenti, RomeCamp

Non solo di blog si è parlato al Barcamp, anzi probabilmente gli interventi focalizzati solo sui blog e dintorni sono stati quelli che hanno attirato meno pubblico e sui quali si è discusso di meno.
I personaggi che ci sono rimasti più impressi, sono:

Fabio Masetti, l’organizzatore del Barcamp. Fabio, durante l’evento, ha parlato anche di un’idea lavorativa concreta, cioè cercare di formare una cooperativa distribuita di professionisti con una forma giuridica riconosciuta.
Simone Onofri, ambasciatore italiano del WaSP, che fra una non-slide e una battuta ci ha ricordato l’importanza degli standard

  • Antonio Tombolini (uomo dalle mille idee), che ha offerto il Lunch 2.0 e ha deciso di investire fortemente sugli e-book…si racconta che anche Amazon avrà presto delle novità a riguardo
  • Abbiamo ascoltato diverse idee e progetti, quelli che ci hanno appassionato maggiormente sono state:

    • sporco impossibile cdl’iniziativa Sporco Impossibile, che promuove band musicali sul territorio romano, usando come strumenti my space, creative commons e un noto locale romano (circolo degli artisti)
    • Il progetto FaceTag cioè un prototipo di tagging semantico per l’archiviazione di risorse dedicate all’architettura dell’informazione
    • Il talk su uno strumento Web 2.0 ma accessibile di Diego La Monica

    I talk che ci sono piaciuti di più, sia per l argomento trattato sia per la fantasia del relatore, sono:

    • Wine-a-logic, un talk dedicato al mondo del vino e alla “vecchia” degustazione analogica
    • la scoppiettante presentazione di Paolo Donà su Ruby on Rails
    • l’intervento super spontaneo “IMHO: Che cos’è il web 2.0!” di Luca Mascaro, dove il pubblico è stato il protagonista

    Fra i talk che ci siamo persi,ma che avremmo voluto ascoltare :-( :

    • La “Blogcattedra”, un’esperienza di didattica on-line attraverso il blog
    • Net TV - Come internet cambierà la televisione per sempre
    • progettare il web per la pubblica amministrazione nell’era 2.0
    • Twitter, a cosa serve? (bella domanda! ndr :-) )

    Per concludere il nostro Barcamp è stato decisamente produttivo e positivi sono la stragrande maggioranza di post che si leggono in rete dopo l evento.
    Non tutti però la pensano così, infatti c’è chi lamenta una scarsa qualità degli interventi , chi dichiara che si fa un inutile ciarlare dilagante intorno al mondo dei blog snaturandolo della sua libertà/indipendenza, oppure chi
    denuncia che dentro questo ultimo Barcamp ci sono state troppe forme di marketing a costo zero, marketing rivolto a se stessi, al proprio blog o alla propria startup.

    Link utili:
    un po’ di podcast sul barcamp
    cosa dice la blogosfera sul Barcamp
    l’articolo di Repubblica sul Barcamp
    le foto del Barcamp su Flickr
    RomeCamp in streaming

    BarCamp: niente spettatori, solo partecipanti

    posted on 19 Gennaio 2007 in Le nostre cose, Eventi ed appuntamenti, RomeCamp

    Parteciperemo fra poche ore al RomeCamp, che si svolgerà presso il Linux Club.

    Anche noi rispetteremo la regola principale dei BarCamp, che recita: “niente spettatori, solo partecipanti”, pensando a qualcosa di cui discutere, probabilmente affiancandoci agli speech già in programma (che sono già tanti, circa 45!).
    I talk che non ci perderemo saranno sicuramente quelli che riguardano: Web 2.0 & Accessibilità, Net TV, pubblica amministrazione 2.0, folksonomy, Immigrati Digitali…ma gli argomenti sono talmente tanti che probabilmente ci dovremmo organizzare divedendoci per le varie stanze, per poi ritrovarci a fine serata davanti ad una birra per raccontarci le reciproche esperienze :-)

    Che cos’è e come funzionano i BarCamp?
    BarCamp, cioè meeting aperti fra esperti, blogger o semplici navigatori della rete.
    I BarCamp (detti anche non-conferenze) si stanno diffondendo sempre di più nel mondo. In Italia siamo al terzo appuntamento, il primo si è tenuto in ottobre 2006 a Milano, il secondo in dicembre a Torino e il terzo si terrà fra poche ore a Roma.

    La filosofia dei barcamp è condividere, parlare, scambiare, passare da un argomento ad un altro seguendo il filo delle discussioni che si generano spontaneamente, mettere in comune le proprie esperienze per cercare nuove percorsi formativi.
    Il regolamento del BarCamp recita: “niente spettatori, solo partecipanti”.
    Questa regola non vuol dire che tutti i visitatori dovranno effettivamente tenere uno speech (anche perché non ce ne sarebbe il tempo materiale ne gli spazi fisici). La regola ha un significato più ampio, cioè l’idea è quella di far pensare a tutti i visitatori uno o più argomenti, che ritengono interessanti e utili.
    Il risultato è che tutti si presentano con qualcosa di buono di cui parlare e anche se poi non si riesce a farlo, si partecipa all’ evento con la predisposizione a condividere e scambiare idee!